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Nag Hammadi
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Il percorso esatto dei libri di Nag Hammadi è una straordinaria avventura che venne rivelata 30 anni dopo la loro scoperta,quando il protagonista, Mohammed Ali Samman, accettò di raccontare la propria storia, una testimonianza raccolta da studiosi coscienti dell'importanza delle circostanze relative al ritrovamento dei manoscritti.
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| Rapidamente venduti al mercato nero, i libri attirarono l'attenzione del governo egiziano, che li acquistò, impedendo in tal modo che venissero separati e portati all'estero. Depositati presso il Museo Copto del Cairo, occorrerà attendere ancora alcuni anni prima che questi libri vengano fatti conoscere agli studiosi.Uno dei codici, attualmente denominato codice Jung, sfuggì alle autorità egiziane e venne venduto negli Stati Uniti ad alcuni collezionisti privati. Uno storico olandese, Gilles Quispel, sentendo parlare di questi misteriosi manoscritti, decise di acquistarli tramite la Fondazione Jung di Zurigo. Dopo avere esaminato il codice isolato, lo storico si rese conto che alcune pagine risultavano mancanti e partì per l'Egitto nell'intento di ritrovarle. Si recò dunque al Museo Copto nella primavera del 1955 per fotografare i testi in questione. A questo punto, si rese conto dell'effettivo valore delle pagine di cui era in possesso. Si trattava infatti di uno dei 52 manoscritti scoperti dieci anni prima a Nag Hammadi! Nella sua dichiarazione, Mohammed Ali Samman ammise che alcune pagine erano andate perdute, bruciate o gettate via. Ciononostante, il contadino aveva davvero messo le mani su un favoloso tesoro: delle traduzioni copte, risalenti al II secolo della nostra era, di testi religiosi e filosofici ancora più antichi, inizialmente redatti in lingua greca e alcuni frammenti dei quali erano stati portati alla luce da alcuni archeologi cinquanta anni prima! | |||||||||||||
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