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Prospetto di teologia protestante
a cura di Giovanni Ortolani |
Si può pensare che la caratteristica d’ipertesto abbia anche origini antiche o medioevali, nel senso che se si legge la Bibbia o certi tipi di manoscritti che contengono commenti sui commenti, si può intravedere la possibilità di considerare che siano testi aperti, scrivendo anche qualcosa a margine. In un certo senso è la stampa che sembra aver segnato i confini della concezione di testo nella maniera diventata oggi comune. La struttura dell'ipertesto permette di procedere con una lettura differente che si muove in molti modi perché consiste in parti o blocchi di testo che sono stati messi in relazione in una maniera autonoma e non lineare. Si può definire, l'ipertesto come un insieme di razioni di testo che hanno un collegamento non sequenziale e permette percorsi di lettura autonomi. In ultima analisi si tratta d’uno strumento dove le informazioni sono state riordinate e rese disponibili attraverso un computer. Il concetto d’ipertesto e le possibilità di scrittura ipertestuale possono andare ben di là di questo. Vi saranno altri modi in cui l'ipertesto potrebbe e potrà essere usato; quando fu inventata la carta e poi la stampa, nessuno avrebbe potuto prevedere tutti i diversi modi in cui sarebbero state usate.
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Due parole di presentazione. Questo prontuario, è un insieme di notizie enciclopediche. Il tema riguarda la Riforma Protestante e il contenuto delle varie voci - quasi sempre verificato da rilievi incrociati durante la stesura - dovrebbe essere senza errori. Le fonti principali sono indicate a piè pagina. Quasi tutto il materiale è facilmente reperibile in rete ed è stato assemblato in questo ipertesto con collegamenti per ottenere rapidamente le informazioni.
Alla voce "appunti & saggi" troverete una miscellanea di testi e curiosità che ho raccolto seguendo un ordine casuale tra gli scritti delle letture personali in mio possesso. |
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